Letture Consigliate

Carte di Credito Revolving

Le operazioni effettuate con questo particolare tipo di carta di credito durante l’arco di un mese vengono rateizzate in diverse soluzioni di importo predefinito dal titolare della stessa.
Generalmente viene lasciato un certo margine di discrezionalità al titolare in merito all’importo relativo ad ogni rata. Il massimale di debito che il titolare può contrarre con l’ente emittente è definito nel contratto e viene stabilito in base a diversi criteri, tra i quali l’affidabilità creditizia del titolare. 

Sulla parte di debito non rimborsata maturano interessi passivi, proprio come accade per un conto corrente scoperto. È come se l’ente emittente concedesse un finanziamento al titolare della carta e per questo, per possedere una carta di credito revolving, il titolare paga per il servizio offerto un tasso di interesse mensile, che solitamente risulta piuttosto elevato.

Nella scelta di una carta di credito revolving gli elementi da considerare sono tre:

  1. TAN: Tasso Annuo Nominale, nel quale non sono incluse le spese e le commissioni sostenute dall’ente emittente. Questo indice viene utilizzato per determinare la rata di rimborso: partendo dall’ammontare finanziato e dalla durata del prestito, si calcola la quota interesse che il titolare, debitore, dovrà corrispondere all’ente emittente, finanziatore, e che sarà sommata alla quota capitale totale determinando l’importo della rata. Per valutare in maniera efficace se il finanziamento risponde alle vostre esigenze non è sufficiente conoscere il Tasso Annuo, in quanto occorre anche tener conto di una serie di oneri (spese di istruttoria, commissioni, spese di assicurazione e garanzia etc.) che incidono sull’importo della rata. Per questo la legge obbliga che qualsiasi forma di credito renda esplicito al consumatore anche il TAEG, ovvero il Tasso Annuale Effettivo Globale;
  2. TAEG: il Tasso Annuale Effettivo Globale è calcolato tenendo conto anche delle spese, della durata del finanziamento e della periodicità delle rate ed esprime il costo effettivo di un prestito. Solo questo indice consente di valutare l’effettiva convenienza di un prodotto rispetto ad altri;
  3. Spese fisse: sono previste per qualsiasi tipologia di prodotto e prevedono la quota associativa annuale e le commissioni accessorie per diversi servizi offerti dall’ente emittente come ad esempio l’invio dell’estratto conto mensile.

Tenendo presenti tutti questi costi, sarebbe meglio usare questo tipo di carta per l’acquisto di beni durevoli e con un costo maggiore come ad esempio elettrodomestici o articoli di arredamento, così da fare poche rate e accumulare una quota di interessi accettabile.

Questa carta infatti non è adatta ad un uso quotidiano perché si potrebbe andare incontro al continuo pagamento di interessi applicato alle spese effettuate mensilmente.

Per gli istituti emittenti le carte revolving sono molto redditizie, proprio per gli elevati interessi applicati sulle rate di rimborso. Gli svantaggi da tenere presenti sono quindi, il tasso di interesse da applicare sulle rate, le spese di gestione, e gli interessi passivi nel caso di mancato rimborso del debito.