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Requisiti per l'accesso al credito

Esistono tre tipi di requisiti minimi per poter accedere ad un prestito, sia esso finalizzato oppure senza obbligo di destinazione: i dati anagrafici, i dati personali e l'affidabilità creditizia.


Dati anagrafici

Per poter avere accesso al prestito, esistono dei limiti minimi e massimi di età consentiti dalla legge italiana: la soglia minima è di 18 anni e quella massima è di 72 anni.


Dati personali

I dati personali necessari all'accesso al prestito riguardano soprattutto la professione del richiedente e il livello di reddito che ne deriva. Sono fondamentali in quanto contribuiscono a determinare l'affidabilità creditizia del soggetto.

Possono con molta probabilità ottenere un prestito i seguenti soggetti, in quanto il loro reddito é facilmente accertabile:

 

  • lavoratori dipendenti previa presentazione della busta paga o del certificato di stipendio. Questa tipologia di lavoratori rappresenta per le banche e le società finanziarie il caso meno rischioso in quanto la capacità di reddito del soggetto richiedente é garantita e certificata;
  • liberi professionisti o artigiani previa presentazione del certificato di iscrizione all'albo professionale o alla camera di commercio competente;
  • pensionati previa presentazione del cedolino della pensione;
  • lavoratori atipici il cui reddito sia certificabile tramite i modelli 730, Unico o Cud.

 

Nell'ultimo caso, quello dei lavoratori atipici, il rischio di insolvenza di cui gli istituti di credito si fanno carico é maggiore in quanto vengono meno le garanzie di stabilità e di reddito regolare rappresentate dalla busta paga da lavoro dipendente.
Nonostante questo, da qualche tempo a questa parte, sono nate offerte di finanziamento studiate proprio per questa categoria di lavoratori, che in Italia é formata da circa 3 milioni di persone. Le possibilità di accesso al credito sono soggette a condizioni più rigide rispetto a quelle imposte ai lavoratori dipendenti ma comunque permettono anche a questa fascia di persone di poter ottenere finanziamenti.
Ovviamente ogni istituto decide che offerte immettere sul mercato ma generalmente vengono concessi crediti per importi ridotti alle seguenti condizioni:

 

  • fornendo la documentazione che attesti l'esistenza di un contratto di lavoro a tempo determinato la cui scadenza è successiva di almeno 3 mesi rispetto alla data in cui la richiesta di finanziamento viene sottoposta all'ente erogatore;
  • il piano di rimborso rateale deve esaurirsi prima della scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato;
  • il lavoratore atipico, al momento della richiesta, deve essere attivo e aver lavorato almeno 18 mesi negli ultimi 2 anni.



Affidabilità Creditizia

L'affidabilità creditizia è il terzo requisito necessario per l'ottenimento di un prestito e probabilmente anche il più importante. 
Con questo concetto si misura l'affidabilità di un soggetto dal punto di vista finanziario nonchè la sua idoneità ad ottenere un credito da parte di una banca o società finanziaria sulla base della capacitá di far fronte ai suoi impegni con puntualità e senza ritardi, sulla base del piano rateale di ammortamento.

Il punteggio di affidabilità viene valutato e definito in fase di istruttoria di un finanziamento (la fase in cui l'istituto di credito reperisce tutte le informazioni necessarie per effettuare una valutazione della richiesta) e risulta da una combinazione di elementi oggettivi e soggettivi. 
Le informazioni oggettive riguardanti il soggetto debitore relative ai prestiti richiesti nel passato o eventualmente ancora in corso (l'attuale livello di indebitamento, se il piano di ammortamento mensile è sempre stato rispettato o meno, se ci sono delle insolvenze registrate a suo nome etc.) possono essere consultate dalle banche solo per finalità esclusivamente collegate alla tutela del credito e possono essere recuperate attraverso tre tipi di fonti:

 

  • direttamente dal richiedente, il quale è tenuto a fornire i suoi dati anagrafici e personali (età, professione, dichiarazione dei redditi, estratto conto etc.);
  • banche dati pubbliche, dette anche „centrali di rischio pubbliche“, che contengono informazioni riguardanti la storia creditizia di chi chiede o ha in corso prestiti nella fascia di importo più elevata. Sono due, la prima è la Centrale Rischi della Banca d'Italia e viene consultata dalle banche in caso di esposizioni pari o superiori a 75.000 €, mentre la seconda è la Centrale Rischi della SIA (Società Interbancaria per l'Automazione) e fornisce dati in merito ad esposizioni tra 31.246 € e 74.990 €;
  • banche dati private, dette SIC (Sistemi di Informazione Creditizia), una volta chiamate „centrali di rischio private“. Si tratta di banche dati che contengono tutte le informazioni relative a chi chiede un finanziamento nella fascia di importo più bassa, cioè fino a 31.246 €. I principali gestori di queste banche dati sono consorzi o società quali Crif (Centrale Rischi Finanziari), Experian Information Services, CTC (Consorzio a Tutela del Credito) e Assilea (Associazione Italiana Leasing).


Gli enti erogatori del credito giungono inoltre alla definizione del credit scoring o punteggio di accettazione del prestito anche sulla base di criteri interni soggettivi che variano da istituto a istituto, soprattutto sulla base della percentuale di rischio che questi vogliono assumersi.
Per questo motivo può capitare che una richiesta di finanziamento sia rifiutata presso una banca ma accettata da un'altra.
In genere, le banche hanno criteri interni molto più rigidi e selettivi rispetto alle finanziarie, che tendono a concedere prestiti anche a soggetti dalla scarsa affidabilità creditizia a fronte di tassi di interesse molto elevati.